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Imprese in vetrina

Berberé, la miscela che fa la pizza dal sapore di successo

Berberé, la miscela che fa la pizza dal sapore di successo

Il Berberé è una miscela di spezie originaria del Corno d’Africa, culla dell’umanità. Piccante e allo stesso tempo aromatica, comprende una lunga lista di ingredienti (fra i quali: peperoncino, zenzero, chiodo di garofano, coriandolo, ruta comune, ajowan) che secondo alcuni la rendono “esplosiva” per il palato europeo.

Di certo se non esplosiva, almeno propulsiva è stata per gli “Aloe brothers,” (come li chiamano a Londra) che dieci anni fa l’hanno scelta come nome per la loro impresa che si è rivelata un successo, se non un caso di scuola che ha scosso il sonnolento mondo della pizza made in Italy e non solo.

Tutto comincia all’ombra delle Due torri, dove Salvatore e Matteo Aloe finiti gli studi all’Alma mater con laurea in Economia e commercio danno seguito a una comune passione che risale all’infanzia nella natia Calabria: la pizza.
“Come tanti studenti fuori sede anche noi ci siamo spesso nutriti di pizza – ricorda Salvatore, classe ’79, un master post laurea tagliato sul mondo retail – ma più gli anni passavano più cresceva l’insoddisfazione. Così quando Matteo (che ha sempre avuto amore e talento per la cucina) ha finito gli studi ci siamo detti che poteva essere una buona idea provare noi a fare una pizza buona ma che non lasciasse inevitabilmente quel senso di pesantezza allo stomaco”.

Dopo una ricognizione che rivela l’impraticabilità economica di aprire in centro città, la scelta cade su Castel Maggiore. All’interno del Centro commerciale di via Pio La Torre nel 2010 spunta all’improvviso una “strana” pizzeria dall’arredo elegante e inconsueto per gli standard e con il seguente “biglietto da visita”: “Tutti i giorni pizze con: farine bio macinate a pietra, 24h di fermentazione con solo pasta madre viva; guarniture stagionali e cucinate con cura; 8 fette da dividere”. All’inizio non è esattamente un trionfo. “Molti venivano – prosegue Salvatore Aloe – davano un’occhiata e poi se ne andavano. Alcuni si arrabbiavano perché non avevamo (per scelta) la Coca Cola. Non è stato facile, ma poi abbiamo avuto un piccolo colpo di fortuna. Un articolo, a nostra insaputa, pubblicato da un giornalista di un noto quotidiano locale che raccontava perfettamente, lodandola, la nostra pizza”.

Scatta la curiosità e da allora non si è più fermata. Tre anni dopo apre il locale di via Petroni e Berberé diventa sinonimo di una pizza “diversa”, artigianale e di ottima qualità. Poi il marchio sbarca a Milano, Roma, Firenze, Torino e infine Londra. Un “gruppo” composto da tredici locali nel quale lavorano oltre 150 persone. “La nostra filosofia – riprende Aloe – negli anni non è cambiata. Dal lievito madre vivo che è alla base passando per la farina e i prodotti dell’agricoltura biologica, la pizza che portiamo sul tavolo arriva da una filiera che riteniamo virtuosa perché rispettosa dell’ambiente, della legalità e del valore del lavoro delle persone”. In queste settimane, tutti i locali di Berberé sono chiusi al pubblico e lavorano solo con l’asporto. L’intervista è stata realizzata mentre l’Emilia Romagna era in zona arancione, ndr

“Come molti altri siamo stati colpiti dal Covid – dice Aloe – ma siamo pronti a ripartire appena possibile per tornare ad accogliere chi ci viene a trovare con le nostre proposte e un invito alla convivialità, che è forse l’ingrediente più importante da gustare con la nostra pizza”.


Nome: Berberé
Attività: Pizzeria
Indirizzo: Via Petroni, 9 – 40126 Bologna
Tel: 051 2759196
Sito web: www.berberepizza.it/